terapie del russare e apnee


Un quarto degli italiani di sesso maschile di mezza età russa mentre dorme; metà di loro lo fa frequentemente, un terzo lo fa addirittura ogni notte. A livello mondiale le cose non differiscono, visto che il 30% di tutti gli adulti e il 60% degli uomini di età superiore a 60 anni tendono a russare.

 

Il russamento deve esser considerato come l’espressione di un inadeguato apporto di aria e pertanto un segnale di allarme. L’aria inspirata incontra difficoltà nel suo passaggio attraverso le vie aeree superiori:

il naso e la gola sono parzialmente ostruite e il flusso dell'aria attraverso di essi è un flusso turbolento che mette in vibrazione i tessuti molli della gola (palato molle, ugola, tonsille, base linguale).

 

Il fenomeno del russare ha molteplici cause; quelle più frequenti sono l'ostruzione nasale da congestione dei turbinati inferiori o la deviazione del setto nasale, l'ingrossamento delle tonsille e della base linguale e più spesso lo slittamento posteriore della mandibola, nonché la particolare conformazione del cranio.

Un altro fattore determinante è la posizione della lingua che tende a scivolare all’indietro e quindi può occludere parzialmente le vie respiratorie. 

 

Devono essere considerati come particolarmente critici i rumori respiratori forti durante la notte, accompagnati da interruzioni della respirazione. Questi segni clinici indicano un russare ostruttivo con occlusione parziale delle vie respiratorie e una “apnea ostruttiva del sonno" in cui la lingua blocca completamente le vie respiratorie, dando luogo ad una importante riduzione di ossigenazione dell'organismo, accompagnata da un aumento dell'anidride carbonica.

 

Recenti ricerche scientifiche ci dicono che se le apnee sono ripetute e prolungate possono insorgere complicanze piuttosto serie, quali rialzo della pressione arteriosa (ipertensione), alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie), aumentato rischio di infarto cardiaco ed ictus cerebrale, aumento dei livelli nel sangue di colesterolo e trigliceridi, sindromi ansioso-depressive.

 

Tutto questo ha portato la moderna medicina a raccomandare studi approfonditi del disturbo in tempi precoci al fine di evitare gravi complicanze ed interventi chirurgici in anestesia generale.

 

Per una siffatta diagnosi l'approccio è multidisciplinare e vengono quindi coinvolti specialisti di diverse branche (otorinolaringoiatra, odontoiatra, neurologo, pneumologo, dietologo).

 

In quei casi clinici in cui non si debba ricorrere alla chirurgia per la risoluzione del russamento e delle apnee notturne è utile ricorrere a particolari apparecchi ortodontici funzionali che, spingendo in avanti la mandibola, determinano un aumento del diametro anteroposteriore della gola e di conseguenza un migliore transito dell'aria. A ciò vanno aggiunte alcune sedute di terapia cranio-sacrale per ottenere risultati eccellenti e duraturi in breve tempo.

 

L’ esplorazione in endoscopia con sottilissime fibre ottiche di naso e gola è il primo indispensabile passo del cammino, che viene seguito dalla valutazione della conformazione cranio-facciale e delle arcate dentali attraverso apposite radiografie e una visita diretta eseguita dall’odontoiatra. Una volta identificate le anomalie strutturali è fondamentale quantificare la gravità dei disturbi del sonno indotti dal russamento mediante un esame specifico, la polisonnografia.

 

I sistemi di indagine più recenti e all'avanguardia permettono di essere molto meno invasivi nello studio del disturbo in questione risultando più precisi nella diagnosi rispetto alle ai metodi passati.

Le tecniche terapeutiche attuali inoltre permettono la cura di un ampio numero di casi diversi riconducibili comunque al russamento e alle apnee notturne,  senza l'intervento chirurgico oppure sfruttando la terapia C-PAP (ventilazione meccanica a pressione positiva continua).

 

 

E' palese per il paziente allora il miglioramento della qualità di vita  in maniera definitiva, sostenendo a tal fine una spesa ridotta e certa.